Niccolò Biddau nasce a Torino nel 1966. Apprende dal padre professore la passione per la fotografia e l’attenzione per il viaggio. Studia al Liceo Classico e si laurea in Scienze Politiche con una tesi sul dissenso nei Paesi dell’Est.
I primi lavori che lo avviano verso la fotografia professionale sono i reportages realizzati a Singapore, in Indonesia, in Messico e in Guatemala tra il 1986 e il 1988. Viaggia nell’Europa Orientale e poi Praga diventa il suo punto di riferimento fino al 1994. Si dedica alla fotografia di nudo, organizzando anche workshop nella capitale ceca e in Italia.
Esaurita questa esperienza si trasferisce a Milano e lavora come fotografo di moda free-lance fino al 1998. Contemporaneamente inizia una ricerca personale sulla fotografia in bianco e nero focalizzando l’attenzione sui paesaggi urbani, sulla scultura e sulla fotografia d’interni.
Nel 1998 si orienta sulla fotografia d’arte volta alla realizzazione di progetti editoriali. Nel 1999 esce la monografia “Torino dalle diciotto alle venti”, una fotografia di Torino al crepuscolo con il testo in quattro lingue. Grazie a questo libro inizia a collaborare con istituzioni cittadine realizzando altri lavori a Torino e in Piemonte.
Nel 2002 esce la monografia dedicata alle sinagoghe piemontesi “Gli Spazi della Parola” che vedrà alcune mostre e presentazioni, poi “Piemonte Industria” dedicata alle eccellenze industriali piemontesi. Questa pubblicazione segna un punto importante nella sua ricerca fotografica indagando i cicli produttivi delle aziende ponendo al centro del proprio linguaggio interpretativo “l’estetica della macchina”, il libro riceve una menzione speciale come miglior libro fotografico italiano e le immagini diventano oggetto di mostre.
Nel 2003 a Milano realizza la sua quarta monografia “Palazzo
Mezzanotte” dedicata al palazzo della Borsa ove narra sia le
architetture sia il linguaggio semiotico delle sculture. Il libro sulle
industrie piemontesi, strumento di comunicazione istituzionale per
l’impresa piemontese, stimola l’attenzione di Confindustria Lombardia,
di Regione Lombardia e di Unioncamere Lombardia che nel 2004
commissionano “Lombardia Industria”. Il successo di quest’opera lo porta a esporre le immagini in varie sedi e riceve il premio internazionale Orvieto Fotografia 2005 come “miglior libro fotografico in assoluto”.
Nel 2005 pubblica “Gli uomini, il lavoro, la fabbrica”, una monografia che narra la storia dell’industria piemontese attraverso immagini di archivi storici aziendali realizzate dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri; quest’opera riceve il premio internazionale Orvieto Fotografia 2006 come “miglior libro fotografico storico”.
Nel 2006 realizza una campagna fotografica per AEM Milano per la monografia istituzionale e un’altra sul Cimitero Monumentale di Milano in collaborazione con il Comune di Milano, di prossima uscita. Fonda la casa editrice P H O T O, specializzata in fotografia.
Il linguaggio che privilegia è il bianco e nero, mezzo espressivo al quale si applica facendo ricorso esclusivo alle tecniche tradizionali.
Clienti e committenti sono istituzioni pubbliche e private e aziende.